“Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili.”
Domani si torna al lavoro dopo un lungo periodo di vacanza. Ecco che sale l’Ansia da Rientro al Lavoro.
Domani mattina succederà. Quel suono maledetto. La sveglia.
Sono le 6:30 (o le 7:00, se sei fortunato). Fuori è ancora buio, il riscaldamento è appena partito e tu sei stato “disconnesso” dal sistema per due settimane. Io rientro domani, proprio come te. Ho passato giorni a mangiare bene, dormire fino a tardi, godermi la famiglia e i miei spazi.
E ora? Ora sento quel nodo allo stomaco. Si chiama ansia da rientro al lavoro, o se vogliamo fare i raffinati post-vacation blues. È quella sensazione di pesantezza mista a fastidio, il pensiero dei colleghi (specie quelli che sopporti a fatica), la casella mail che sta per esplodere, la routine che ti schiaccia.
Ti capisco. Mi sento esattamente così mentre scrivo. Ma ho una notizia per te: non sei sbagliato, non sei depresso e non devi cambiare vita (non oggi, almeno). Il tuo cervello sta solo facendo i capricci perché deve cambiare marcia. E noi, oggi, impareremo a cambiare quella marcia senza spaccare il cambio.
Indice dei contenuti
Toggle1. Perché ti senti come un motore ingolfato
Non è che odi il tuo lavoro (o forse sì, ma ne parliamo in un altro articolo). Il punto è puramente chimico e meccanico. Immagina il tuo cervello come un motore diesel di vecchia generazione. Per due settimane lo hai tenuto spento, al caldo, o lo hai usato solo per girare in cortile (divano, cibo, relax).
Adesso, di colpo, pretendi di accenderlo e andare a 130 km/h in autostrada col gelo. È ovvio che tossisce. In vacanza il tuo cervello ha nuotato nella dopamina e nella serotonina (il piacere del relax e della gratificazione). Domani mattina, la prospettiva della fatica e dell’obbligo fa schizzare il cortisolo (l’ormone dello stress) nel sangue. Questo sbalzo chimico violento è quello che chiami “voglia di piangere” o nervosismo.
Cosa fare: Accetta che domani sarai al 60% delle tue prestazioni. Non cercare di essere un supereroe il primo giorno. L’obiettivo di domani non è “fatturare milioni” o “salvare l’azienda”. L’obiettivo è arrivare a sera vivi e non distrutti.
2. Il Coro delle Lamentele: Tappi alle orecchie
Appena entrerai in ufficio o in reparto, accadrà l’inevitabile. Troverai il “Comitato di Benvenuto del Malumore”. Sono quei colleghi che, appena ti vedono, iniziano la litania:
- “Mamma mia che trauma…”
- “Non ce la faccio, voglio morire…”
- “Avete visto quante mail? Non ne usciremo vivi…”
- “Minchia che palle di nuovo qui …..“
In MINDSET & PSICOLOGIA parliamo spesso di come l’ambiente ci condizioni. Se ti fermi ad ascoltarli, sei finito. Il cervello è un organo sociale: se tutti intorno a te si lamentano, i tuoi neuroni specchio si attiveranno per imitazione e ti sentirai stanco anche se hai dormito 10 ore.
La Strategia: Sorriso di circostanza, saluto veloce (“Ciao a tutti, buon anno!”) e via dritto alla tua postazione. Non chiedere “come stai?” se sai che la risposta sarà un lamento di 20 minuti. Abbassa il volume degli altri per proteggere la tua energia.
3. Non mangiare l’elefante tutto intero
L’errore classico del rientro? Guardare la montagna intera. Apri il computer, vedi 300 mail non lette, tutto quello che hai lasciato prima di spegnere il computer, pensi ai progetti dell’anno, alle scadenze di marzo… e vai in panico. Il sistema va in blocco.
Usa la tecnica del “Caffè alla volta”. Non devi fare tutto domani. Devi solo fare la prima ora. Poi la seconda. Dividi la giornata in micro-blocchi ridicoli:
- Accendo il PC e ordino la scrivania. (Fatto) oppure accetto la postazione assegnata e riparto senza incazzarmi.
- Leggo solo le mail urgenti segnalate col punto esclamativo (il resto può essere rimandato) oppure riprendo confidenza con la macchina operativa.
- Faccio quella telefonata oppure cerco di far mente locale a quali sono le indicazioni da seguire per una produzione corretta.
- Pausa caffè.
Se guardi solo il prossimo passo, la salita non fa paura. Se guardi la vetta mentre sei ancora in ciabatte, ti vengono le vertigini.
Attento alle parole che usi
Le parole sono farmaci, lo diciamo spesso. Se continui a ripeterti o a scrivere su WhatsApp “Che incubo domani”, “Sarà una tragedia”, il tuo cervello si preparerà a vivere una tragedia. Attiverà il sistema di allerta e ti farà notare solo le cose negative (il traffico, il capo nervoso, quello stronzo, la macchinetta del caffè rotta).
Prova a fare Reframing (ricontestualizzazione). Ditti: “Ok, domani sarà tosta riprendere il ritmo, ma sono un professionista. Vado, faccio il mio dovere, e alle 18:00 torno a casa.” Senti come cambia? Non è ottimismo stupido (“Andrà tutto bene!”), è realismo funzionale. Togli il dramma, resta solo il lavoro.
4. I “Buoni Propositi” sono una trappola mortale
Gennaio è il mese delle bugie che ci raccontiamo. “Da lunedì dieta, palestra, arrivo presto in ufficio, non mi arrabbio, imparo l’inglese…”. Calma, Rambo.
Se cerchi di cambiare radicalmente la tua vita lo stesso giorno in cui rientri al lavoro dopo le ferie, stai chiedendo al tuo sistema nervoso di sollevare 200kg a freddo. Fallirai entro le 10:00 del mattino. E il fallimento ti porterà frustrazione, che alimenterà l’ansia.
Il rientro è già uno stress enorme (uno stress adattivo, ma pur sempre stress). Non aggiungere altro carico. Per la prima settimana, il tuo unico “buon proposito” deve essere: riprendere il ritmo senza sbroccare. Per la dieta ferrea e la palestra c’è tempo tra una settimana, quando l’emergenza rientro sarà finita e avrai ripreso il controllo della routine. Sii gentile con te stesso, per una volta.
5. Pianifica la “Ricompensa Serale”
Non vivere la giornata come una condanna infinita. Prima ancora di uscire di casa domani mattina, decidi cosa farai appena rientrato la sera. Una pizza? Una puntata della tua serie preferita? Un bagno caldo?
Il cervello ha bisogno di vedere la luce in fondo al tunnel. Se sai che alle 19:00 ti aspetta qualcosa di piacevole, la giornata lavorativa diventa solo un “mezzo” per arrivare a quel premio, e non la fine della tua esistenza.

Il Glossario dell’Amico
Cortisolo
È l’ormone dello stress. Immaginalo come la “spia rossa” del motore che si accende quando sei sotto pressione o in pericolo. Un po’ serve per svegliarti, troppo ti manda fuori giri e ti fa sentire ansioso e nervoso.
Disconnesso dal sistema
È lo stato in cui eri fino a ieri. Come un computer in stand-by o spento dalla presa. Riaccenderlo richiede il tempo di avvio (boot), non puoi pretendere che il sistema operativo carichi tutto in un nanosecondo.
Dopamina
La “benzina” del piacere e della ricompensa immediata. In vacanza ne hai usata tanta (cibo, sonno, relax). Ora il serbatoio è vuoto e il motore batte in testa perché ne vuole ancora. È chimica, non capriccio.
Motore Diesel (Vecchia Generazione)
La metafora perfetta per il tuo cervello post-ferie. Non è una Tesla che scatta da 0 a 100 in silenzio. È un motore affidabile ma freddo: ha bisogno di scaldare le candelette e partire piano, altrimenti si ingolfa e ti lascia a piedi.
Neuroni Specchio
Sono le parti del cervello che “copiano” in automatico ciò che vedono fare agli altri. Se vedi uno sbadigliare, sbadigli. Se vedi colleghi tristi e lamentosi, ti intristisci anche tu. Occhio a chi frequenti!
Post-vacation Blues
Un modo elegante (inglese) per dire “Tristezza da Rientro”. Non è depressione clinica, è solo il contraccolpo psicologico di dover rimettere la sveglia e tornare agli obblighi. Passa da sola in pochi giorni.
Realismo Funzionale
L’opposto del pensiero positivo ingenuo (“Andrà tutto benissimo!”). Significa guardare le cose per come sono, senza drammi ma senza illusioni. “Oggi sarà dura, ma la affronto un pezzo alla volta”. Questo è l’atteggiamento che salva la salute mentale.
Reframing
(Incorniciare di nuovo). Significa cambiare il modo in cui ti descrivi una situazione. Invece di dire “Devo subire questa giornata” (vittima), dici “Vado a fare il mio lavoro per finanziare la mia vita” (protagonista).
Sbroccare
Termine tecnico per “perdere il controllo”. Succede quando la valvola di pressione salta perché hai accumulato troppa tensione senza sfogo. L’obiettivo dell’articolo è proprio evitare questo momento.
Serotonina
L’ormone del buonumore e della stabilità. In vacanza, grazie al sole e al relax, ne avevi a pacchi. Oggi, col buio e lo stress, i livelli scendono. È il motivo per cui ti senti irritabile e “corto di miccia”.
Domande Frequenti (FAQ)
Q.Cos’è un “motore ingolfato”?
È una metafora. Succede quando al motore (il cervello) arriva troppa benzina (troppi compiti/stress tutti insieme) e poca aria (calma). Il risultato? Si spegne o tossisce. Non forzare l’accensione, vai piano.
Q.Che vuol dire che il cervello è un organo sociale?
Significa che il cervello è progettato per connettersi agli altri e imitarli. Se stai in mezzo a gente che piange, ti viene da piangere. Se stai con chi lavora sereno, lavori sereno. Scegli bene chi ascoltare alla macchinetta del caffè.
Q.Cos’è la tecnica del “Caffè alla volta”?
È il trucco per non farsi spaventare dalla mole di lavoro. Non guardare le 8 ore o le 100 mail. Guarda solo i prossimi 15 minuti. Fai un compito, poi “prendi un caffè” (reale o metaforico). Un passo alla volta.
Q.Mi sento stanco anche se ho dormito, è normale?
Sì. Non è stanchezza fisica, è resistenza mentale. Il tuo cervello sta consumando un sacco di energia (glucosio) per adattarsi al cambio di ritmo. È come quando il computer fa gli aggiornamenti: è lento. Passerà in 2-3 giorni.
Q.Il capo mi pressa subito il primo giorno, che faccio?
Non reagire d’istinto (il cortisolo ti fregherebbe). Respira. Prendi appunti. Dì: “Ho segnato tutto. Finisco di smaltire le urgenze per avere il quadro chiaro e mi dedico a questo”. Compra tempo con calma.
Q.Ho voglia di licenziarmi, devo ascoltarmi?
Mai decidere quando l’umore è alterato. Oggi vedi tutto nero perché il sistema è sotto stress. Aspetta due settimane. Se a fine mese vuoi ancora licenziarti, ne parliamo. Ma non oggi.
PILLOLA DI PENSIERO POTENTE
“Il rientro non è una punizione, è un test di assetto. Se ti crolla il mondo addosso perché è lunedì, il problema non è il lunedì: è come hai costruito il tuo mondo. Regola le sospensioni e riparti.”
Copiato!⚡ SEI PRONTO AL RIENTRO?
Vediamo se hai capito come affrontare il primo giorno senza impazzire.
1. Perché ti senti stanco e triste il primo giorno?
2. Cosa fai quando i colleghi iniziano a lamentarsi?
3. Qual è l’obiettivo del primo giorno di rientro?
4. Cosa sono i “Buoni Propositi” il primo giorno di lavoro?
5. Come devi parlarti per “hackerare” il cervello?
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2 risposte
L articolo è motivante e sensato , mi suona bene , anche se devo dire che a me non pesa piu di tanto il fatidico rientro dalle ferie , quanto piuttosto l accettare di Dover stare in un posto che spesso risulta tossico e mi trascina in una spirale (o meglio mi faccio trascinare) , che mi porta immancabilmente al burnout
Attenzione a quello che hai appena ammesso: ‘Mi faccio trascinare’.
Questa è un’ottima notizia, anche se non sembra. Significa che le chiavi di casa tua (la tua mente) le hai ancora tu, devi solo smettere di lasciarle sulla porta.
L’ambiente tossico è un dato di fatto, come un temporale improvviso. Non puoi impedire che piova, ma puoi decidere di coprirti bene invece di restare sotto l’acqua a lamentarti del freddo. Se aspetti che l’ufficio diventi un luogo sano per iniziare a stare bene tu, rischi di aspettare per sempre.
Inizia a togliere il permesso agli altri di entrare nella tua testa con le scarpe sporche. È difficile, lo so, ma è l’unica strada per non prosciugare completamente le tue energie.
Se ti va dai un occhio a questo articolo :
Sopravvivere ai Colleghi “Serpenti” e al Capo Incompetente: Manuale di Difesa per chi Lavora Davvero
Un caro saluto 🥰