“Non puoi decidere chi entra nel tuo ufficio, ma puoi decidere chi ha il permesso di restare a dormire nei tuoi pensieri.”
Ti è mai successo? Arrivi in ufficio con la faccia quasi decente, il caffè giusto, la checklist in testa. Poi arriva lui (o lei). Non serve un litigio: basta una battuta acida, un lamento infinito o quel modo passivo-aggressivo di “chiederti” le cose. In cinque minuti ti senti già scarico. Ecco: hai appena incontrato uno dei colleghi che ti prosciugano.
Io questa scena la conosco fin troppo bene. Per anni mi sono chiesto perché tornassi a casa così svuotato, anche nelle giornate in cui non avevo “faticato” fisicamente. La verità è semplice e scomoda: certi ambienti sono un acceleratore di stress da lavoro. E lo stress non è un’opinione: è chimica, è nervi, è sonno.
La verità è che certi ambienti lavorativi sono come un virus per la nostra resilienza pratica. Non è solo “carattere difficile”, è un attacco diretto alla tua chimica interna.
Qui non ti dirò di “pensare positivo” (che spesso è un cerotto su una gamba rotta). Qui ti do attrezzi pratici per proteggere la tua mente senza perdere professionalità.
Se vuoi capire perché sotto pressione non reagisci ma ti blocchi o rimandi, parti dalla guida completa su come funziona davvero il tuo meccanismo mentale.
👉 Leggi anche: Perché procrastini? Non è pigrizia, è paura
Indice dei contenuti
TogglePerché certi colleghi ci svuotano? La spiegazione “senza giri di parole”
Non è magia nera. È neurobiologia e contesto.
Quando stai accanto a persone che criticano sempre, sminuiscono, lamentano o giocano di passivo-aggressivo, il cervello accende la modalità allerta. È come se dicesse: “Qui non sono al sicuro”. E quando il cervello non si sente al sicuro, il corpo risponde: aumenta lo stato di attivazione, cresce la tensione, sale lo stress.
In pratica: in un ambiente tossico il tuo sistema nervoso consuma più energia per “monitorare” che per lavorare.
Se ci resti dentro 8 ore al giorno, i segnali tipici arrivano puntuali:
- Stanchezza mentale: la sera non hai energia nemmeno per decidere cosa mangiare.
- Ruminazione: ti porti a letto mail, frasi, sguardi, sottintesi.
- Sonno peggiore: il cervello non riesce a fare shutdown, e tu ti svegli già stanco.
- Procrastinazione: quando sei drenato, il cervello cerca sollievo veloce (e rimandi ciò che pesa).
La “cortesia chirurgica”: lo scudo per chi vuole pace
Soprattutto per chi ha una forte educazione alla disponibilità (molto comune nelle donne, ma non solo), la gentilezza può trasformarsi in una trappola: diventi un punto di scarico emotivo.
La soluzione è la cortesia chirurgica: educazione sì, accesso emotivo no.
- rispondi con tono neutro
- frasi brevi
- niente confidenze
- niente “sfoghi condivisi” davanti alla macchinetta
È come in officina: un pezzo di ferro lo maneggi con i guanti. Fai quello che devi fare, poi lo appoggi. Fine. Tu non sei un bidone della raccolta differenziata per frustrazioni altrui.
Smettere di essere un parafulmine energetico
Il parafulmine fa una cosa meravigliosa: prende la scarica e la porta a terra.
Peccato che se lo fai tu, “a terra” ci vai tu.
Qui l’obiettivo è semplice: non assorbire.
Spesso cadiamo nella trappola di voler “aiutare” o “capire”, ma con i vampiri energetici questo non funziona. Loro non vogliono soluzioni, vogliono il tuo tempo e la tua energia per nutrire il loro lamento. Impara a usare la “serranda mentale”: quando vedi che la conversazione sta prendendo la solita piega tossica, chiudi il rubinetto. “Mi dispiace, ma ora devo assolutamente finire questo lavoro” è una frase che ti salva la vita.
Tre mosse pratiche:
- Confini visibili
Se un collega ti interrompe di continuo, non “subire in silenzio”.
Dì: “Ora sono su una scadenza. Torno da te alle 11.”
È cortesia. È confine. - Filtro mentale in 3 secondi
Quando arriva la frase tossica chiediti:
“È un fatto o è una scarica emotiva?”
Se è scarica emotiva, non la analizzi. La lasci scorrere. - Documenta senza paranoia
Se la situazione è ripetitiva: mail, note, eventi.
Non per vendetta. Per lucidità. E per tutela.
Come tornare a dormire bene nonostante “Quel rompi palle del marketing”
Se la sera ti ritrovi a letto a ripassare dialoghi, mail e “come avrei dovuto rispondere”, non sei strano: è il cervello che tenta di chiudere un conflitto aperto.
Prova questo mini-rituale (2 minuti):
- Scrivi su un foglio: “Oggi mi porto a letto solo questo: …” (una cosa)
- Poi scrivi: “Il resto lo riprendo domani alle …” (orario preciso)
- Chiudi con una frase secca: “Fine turno.”
È banale? Sì.
Funziona? Spesso sì, perché dai al cervello una chiusura simbolica.
IN SINTESI — Cosa fare da domani
- Applica cortesia chirurgica: educato, non accessibile.
- Metti confini con orari e frasi brevi.
- Non assorbire: “fatto o scarica emotiva?”
- Se serve, documenta.
- Chiudi la giornata: “Fine turno” + orario di ripresa.
Vuoi capire perché sotto pressione ti blocchi?
Spesso non è “il collega” il problema. È il meccanismo mentale che ti fa evitare, rimandare, ingoiare. Se vuoi lavorare sulla radice, parti dalla guida più importante.
Leggi: “Perché procrastini? Non è pigrizia, è paura”Nota: Ti bastano 10 minuti per capire cosa ti sta succedendo davvero.

Il Glossario dell’Amico
Ambiente Tossico
È un ufficio dove la norma è farsi le scarpe, lamentarsi e vivere sotto pressione costante. Non è un posto di lavoro, è una palude che ti sporca i vestiti e l’umore anche quando torni a casa.
Checklist
Una lista di cose da fare, semplice e brutale. Serve a scaricare la memoria del cervello su un foglio di carta, così smetti di aver paura di dimenticare i pezzi e ti concentri solo sull’azione.
Cortesia Chirurgica
Essere gentili come un robot. Usi le parole giuste, non offendi nessuno, ma non metti un grammo di emozione. Serve a tenere le persone pesanti a distanza di sicurezza.
Cortisolo
È la “chimica dello stress”. Quando un collega ti fa arrabbiare, il tuo corpo lo produce per farti scappare o combattere. Se ne hai troppo addosso tutto il giorno, ti senti gonfio, stanco e non dormi.
Neurobiologia
È lo studio di come è fatto e come funziona il tuo “ferro” (il cervello e i nervi). Ci insegna che le emozioni non sono aria, ma reazioni fisiche concrete che accadono nei tuoi tubi interni.
Passivo-Aggressivo
È quel modo di fare di chi ti insulta o ti critica con un sorriso finto o facendo finta di scherzare. Un modo per colpirti senza mai prendersi la responsabilità di un confronto diretto.
Procrastinare
Rimandare a domani quello che potresti (e dovresti) fare oggi. Spesso non è pigrizia, ma un modo del cervello per evitare lo stress o la paura di sbagliare davanti agli altri.
Ruminazione
Ripensare all’infinito a una frase, a un errore o a una mail cattiva. È come un disco incantato che gira nella testa e ti impedisce di dormire o di goderti la serata.
Domande Frequenti (FAQ)
Q.E se il collega che mi prosciuga è il mio capo?
Lì è più dura, ma la regola è la stessa: documenta tutto via mail e mantieni un distacco emotivo totale. Non farti trovare “scoperto” emotivamente, resta focalizzato sui risultati tecnici e mantieni la cortesia chirurgica.
Q.È possibile cambiare un collega difficile?
Onestamente? No. Puoi cambiare solo come TU reagisci a lui. Se smetti di dargli attenzione e smetti di essere il suo “spettatore”, spesso cercherà un’altra vittima meno “noiosa” di te.
Q.Ma in buona sostanza come posso evitare i colleghi tossici?
Non puoi impedirgli di esistere o di sedersi accanto a te, ma puoi “evitarli” mentalmente. Metti i confini subito: rispondi a monosillabi alle lamentele, non partecipare ai gossip e usa le cuffie se possibile. Diventa un territorio su cui non possono piantare la loro bandiera.
PILLOLA DI PENSIERO POTENTE
“Il tuo tempo è lo stipendio, ma la tua energia mentale è la tua vita. Non regalarla a chi non sa far altro che lamentarsi. Impara la cortesia chirurgica: sii impeccabile fuori, ma resta inafferrabile dentro. Se non apri la porta, nessuno può svuotarti il serbatoio.”
Copiato!⚡ SEI UN PILOTA O UN PARAFULMINE?
Vediamo se sai gestire i colleghi che prosciugano o se gli stai regalando la tua vita.
1. Il collega inizia il solito lamento quotidiano. Cosa fai?
2. Torni a casa e urli con chi ami per colpa dell’ufficio. Perché succede?
3. Qual è l’arma segreta della “Serranda Mentale” a fine turno?
4. Ricevi una frecciatina passivo-aggressiva in riunione. Reazione?
5. Di chi è la responsabilità del tuo benessere mentale al lavoro?
Fonti & Riferimenti
Materiale di studio utilizzato per questo articolo
- LIBRO
Jerks at Work: Toxic Coworkers and What to Do About Them
Tessa West — Un’analisi psicologica profonda sulle tipologie di colleghi difficili (dai bulldozer ai gaslighter) e strategie concrete di difesa basate sulla ricerca.
- SAGGIO
Lavoro Tossico
Isabella Schiavone — Studio sugli ambienti professionali che avvelenano la salute mentale e l’importanza del distacco consapevole per la sopravvivenza emotiva.
- STUDIO
Neuroscienza dello Stress Lavorativo
Focus sui meccanismi del cortisolo e su come le interazioni sociali negative attivino l’amigdala, compromettendo la lucidità e la qualità del sonno.
- METODO
La Parola Magica / Intelligenza Linguistica
Paolo Borzacchiello — Applicazione delle tecniche linguistiche per disinnescare conflitti e mantenere il distacco professionale (Cortesia Chirurgica).
- FILOSOFIA PRATICA
L’Uomo alla ricerca di senso
Viktor Frankl — Il concetto fondamentale dello “spazio tra stimolo e risposta” come luogo dove risiede la nostra libertà di scegliere come reagire agli altri.
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