“Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo.”
Oggi, voglio parlarvi di Ambiente di lavoro tossico e di una cosa successa in una azienda che mi ha fatto accapponare la pelle.
Quando ho letto la notizia, credimi mi sono cascate le palle. Letteralmente. Mi sono fermato, ho riletto, e ho sentito quel brivido freddo lungo la schiena che conosciamo bene noi che abbiamo passato la vita a timbrare il cartellino. Un’azienda che chiede ai dipendenti: “Chi licenzieresti tra i tuoi colleghi?”. Non è la trama di una serie TV distopica, è successo davvero in provincia di Treviso. E questo ci porta a parlare di un tema che spesso nascondiamo sotto il tappeto per paura: come si sopravvive in un ambiente di lavoro tossico senza farsi mangiare l’anima?
Ti capisco, anche io ho lavorato in posti dove l’aria era così pesante che sembrava piombo. Dove ogni mattina, entrando, sentivi lo stomaco chiudersi. Ma c’è una differenza enorme tra un lavoro duro e un lavoro che ti disumanizza. In questo articolo del pilastro Produttività & Lavoro, voglio analizzare questo fatto di cronaca non per fare polemica da bar, ma per darti gli strumenti mentali per difenderti. Perché la tua dignità non è una voce di bilancio.
Per approfondire le dinamiche di difesa in ufficio, ti rimando subito alla mia guida su come Sopravvivere ai Colleghi Serpenti e al Capo Incompetente, che è il fondamento di quello che vedremo oggi.
Indice dei contenuti
ToggleIl fatto: Squid Game in provincia di Treviso?
Partiamo dai fatti, nudi e crudi, perché sono quelli che contano. Pochi giorni fa è esploso il caso di un’azienda di Castelfranco Veneto che ha somministrato un questionario ai dipendenti. Tra le domande, una ha fatto saltare sulla sedia mezza Italia: indicare due colleghi da eliminare e due da salvare “in caso di naufragio”.
Puoi leggere la notizia completa qui, sull’autorevole sito dell’ANSA.
Ora, immaginiamo la scena. Sei lì che lavori, cerchi di portare a casa lo stipendio, magari hai il mutuo che ti corre dietro, e ti chiedono di fare il cecchino con i tuoi colleghi. Di trasformarti in un giudice del Grande Fratello, ma con la vita vera delle persone.
Questo non è “team building”. Questa è la definizione da manuale di Leadership della Paura. È trattare le persone come pezzi di carne intercambiabili, dimenticando che dietro ogni badge c’è una famiglia, una storia, una dignità.
Perché la paura uccide la produttività (Scienza, non opinioni)
Qualcuno, lassù ai piani alti, forse pensa che mettere i dipendenti l’uno contro l’altro aumenti la performance. “Li teniamo sulla corda, così corrono di più”.
Sbagliato. Scientificamente stupido.
Quando un essere umano si sente minacciato (e credimi, dover decidere chi “uccidere” professionalmente è una minaccia), il suo cervello attiva l’amigdala. Entri in modalità Fight or Flight (combatti o fuggi). Il tuo corpo viene inondato di cortisolo. E sai cosa succede quando hai il Cortisolo Alto? La tua corteccia prefrontale – la parte del cervello che usa la logica, la creatività e risolve i problemi complessi – si spegne.
In parole povere: un dipendente spaventato è un dipendente più stupido. Non lavora meglio; lavora solo con più ansia, fa più errori e smette di collaborare. Creare un clima di terrore in azienda è come bucare le gomme della propria auto per vedere se corre più veloce sui cerchioni.
3 Strumenti per non farti stritolare
Se ti trovi in un ambiente di lavoro tossico, dove respiri questa aria malsana, devi proteggerti. Non parlo solo di sindacati (che sono fondamentali), parlo di proteggere la tua testa. Ecco cosa ho imparato io.
1. La “Serranda Mentale” è obbligatoria
Quando l’ambiente è ostile, non puoi portarti il lavoro a casa. Se permetti a quelle dinamiche di entrare nel tuo salotto, hanno vinto loro. Devi applicare quella che io chiamo la Serranda Mentale. Quando esci da lì, tu non sei più il “dipendente numero X”, sei tu. Sei un padre, una madre, un amico, un essere umano libero. Stacca. Radicalmente.
2. Documenta, non reagire di pancia
Di fronte a richieste assurde come quel questionario, l’istinto è urlare o piangere. Errore. La rabbia ti rende vulnerabile. Invece, diventa un notaio. Scrivi tutto. Tieni traccia delle mail, delle richieste, degli orari. La lucidità è la tua arma migliore. Come spiego nell’articolo su come Sopravvivere ai Colleghi Serpenti, chi usa la paura spesso teme i fatti.
3. Ricorda chi sei fuori da lì
Il rischio più grande di questi “giochi della fame” aziendali è che inizino a definire il tuo valore. Inizi a pensare: “Se il mio collega mi vota per l’eliminazione, forse non valgo niente”. Fermati. Il tuo valore non è deciso da un questionario idiota. La tua autostima è un cantiere che gestisci tu, come spiego ne L’Autostima non è magia. Non dare mai a un capo o a un collega il telecomando della tua felicità.
Non siamo ingranaggi
Chiudo con una riflessione da metalmeccanico. Le macchine si possono rottamare. I pezzi di ricambio si buttano. Ma noi non siamo pezzi di carne. Siamo quelli che mandano avanti la baracca. Siamo quelli che risolvono i problemi quando il computer si blocca. Siamo il cuore pulsante dell’azienda. Un imprenditore che dimentica questo, non sta facendo impresa. Sta solo giocando a Risiko con la vita degli altri. E alla fine, a quel gioco, perdono tutti.
Il Glossario dell’Amico
Amigdala
È la “sentinella” del tuo cervello. Una piccola mandorla che scatta quando sente pericolo. Se il capo ti minaccia, lei prende il comando e spegne il ragionamento logico. Utile se ti insegue un leone, dannosa se devi compilare un file Excel.
Burnout
Non è solo “essere stanchi”. È quando il motore fonde. È uno stato di esaurimento emotivo, fisico e mentale causato da stress eccessivo e prolungato sul lavoro. Ti senti svuotato e inizi a odiare quello che fai.
Gamification (distorta)
Trasformare il lavoro in un gioco. Se fatto bene, motiva. Se fatto male (come “chi vuoi eliminare?”), diventa Hunger Games. Usare meccaniche di gioco per mettere le persone l’una contro l’altra è manipolazione, non innovazione.
Leadership Tossica
Quando chi comanda usa la paura, l’umiliazione o la divisione (“divide et impera”) per gestire il team. Invece di guidare, schiaccia. Alla lunga, distrugge l’azienda dall’interno.
Mobbing
Una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro. Sono comportamenti aggressivi e ripetuti (insulti, isolamento, compiti degradanti) fatti apposta per spingere qualcuno ad andarsene o a crollare.
Domande Frequenti (FAQ)
Q.Cosa fare se mi chiedono di giudicare un collega?
Mantieni la calma. Se è una valutazione tecnica professionale, sii onesto e oggettivo. Se ti chiedono pareri personali o “chi elimineresti”, puoi rifiutarti gentilmente o rispondere che non ritieni etico o produttivo esprimere giudizi su dinamiche che non competono al tuo ruolo.
Q.Come riconosco un ambiente tossico?
I segnali sono chiari: alto turnover (gente che scappa continuamente), pettegolezzi costanti, comunicazione aggressiva, capi che urlano o umiliano, e quella sensazione fisica di malessere ogni domenica sera.
Q.Posso essere licenziato se non rispondo ai questionari?
Dipende dal contenuto. Se ledono la dignità o violano lo statuto dei lavoratori (come sembra in questo caso), hai tutto il diritto di tutelarti. Rivolgiti subito a un rappresentante sindacale per capire come muoverti senza rischiare sanzioni disciplinari.
Q.Lo stress da lavoro è una malattia?
Sì, lo stress lavoro-correlato è riconosciuto e le aziende hanno l’obbligo di legge di valutarlo e prevenirlo. Se stai male fisicamente a causa del lavoro, parlane col tuo medico: la salute viene prima del fatturato.
Q.Vale la pena restare in un posto tossico per i soldi?
Angelo Risso ti risponde così: i soldi servono per vivere, ma se il lavoro ti toglie la vita, a che servono i soldi? Preparati un piano B, risparmia, studia, e scappa appena puoi. Nessuno stipendio vale la tua salute mentale.
PILLOLA DI PENSIERO POTENTE
“Possono comprare il tuo tempo, possono affittare le tue braccia, ma la tua dignità non è in busta paga. Quella resta tua, finché non decidi tu di svenderla per la paura. Non siamo ingranaggi, siamo il motore.”
Copiato!🛡️ SEI IN UN AMBIENTE TOSSICO?
Verifica se hai le difese immunitarie mentali attive.
1. Cosa succede al tuo cervello quando hai paura di essere licenziato?
2. Qual è la prima regola se ti chiedono di fare qualcosa di assurdo (come “eliminare” i colleghi)?
3. Cos’è la “Serranda Mentale”?
4. Perché la “Leadership della Paura” non funziona?
5. Chi decide il tuo valore come persona?
Fonti & Riferimenti
Materiale di studio e cronaca per questo articolo
- CRONACA
Agenzia ANSA (21 Gennaio 2026)
Notizia: “Chi licenzieresti? Il questionario shock di un’azienda ai dipendenti”. Fonte primaria per la ricostruzione dei fatti avvenuti a Castelfranco Veneto.
- LIBRO
Lavoro tossico – Isabella Schiavone
Analisi approfondita su come l’ambiente professionale possa avvelenare la vita privata e strategie concrete per riconoscere e gestire il disagio lavorativo.
- NEUROSCIENZE
Amygdala Hijack (Sequestro Emozionale)
Concetto introdotto da Daniel Goleman. Spiega il meccanismo fisiologico per cui la paura e la minaccia (es. rischio licenziamento) inibiscono la corteccia prefrontale, riducendo la capacità logica.
- STRATEGIA
Niente Fuffa – Veronica Gentili
Riferimento per la gestione della propria professionalità e la costruzione di un valore (capitale di carriera) che sia indipendente dalle dinamiche tossiche aziendali.
- DIRITTO
Art. 2087 Codice Civile
Tutela delle condizioni di lavoro: l’imprenditore è tenuto ad adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

